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a cura di Dott.ssa Barbara Caneppele

TESTICOLI

Nel cane la discesa dei testicoli nello scroto, loro sede definitiva, si realizza in età perinatale. Le gonadi dovrebbero essere percepibili in sede a 6 settimane di vita, la loro assenza, dopo 16 settimane d'età, deve essere considerata patologica.
I testicoli normali devono avere una forma ovalare, superficie liscia e regolare con sviluppo leggermente maggiore in senso dorso-ventrale. La presenza di superficie irregolare, noduli, l'eccessivo dolore alla palpazione possono essere sintomi di alcune anomalie:

Neoplasie testicolari: tra esse ritroviamo i Sertoliomi, ad evoluzione lenta, con presenza di neoformazioni che possono raggiungere anche diametro di 10 cm; questi possono assumere decorso maligno nel 10-15% dei casi, con possibili metastasi ai linfonodi iliaci o a livello polmonare, epatico, splenico, renale e pancreatico.
I Seminomi si presentano come neoformazioni con diametro da 1 a 10 cm, soffici alla palpazione con evoluzione quasi totalmente benigna, raramente sono noti alcuni casi di malignità.
Infine ricordiamo brevemente gli Interstiziomi di dimensioni ridotte, spesso rappresentano un riscontro autoptico occasionale e quindi non particolarmente pericolosi.

Torsione Testicolare: comporta la torsione del funicolo, l'occlusione delle vie efferenti venose con congestione e necrosi dell'organo; tra le cause predisponenti si ricorda l'iperplasia e la ritenzione del testicolo in cavità addominale. E' una patologia abbastanza rara nel cane ma molto dolorosa.

Orchiti ed Epididimiti: sono due patologie distinte, ma all'insorgenza dell'una solitamente segue l'altra. Tra i vari meccanismi eziopatogenetici ricordiamo traumatismi a scroto o testicoli, eventi setticemici ed infezioni ascendenti da prostatiti e cistiti. I soggetti colpiti presentano improvvisa anoressia e dolorabilità locale, con tumefazione dolente a livello delle gonadi.
Criptorchidismo: trattato in modo approfondito nelle pagine seguenti.

PENE E PREPUZIO

In condizioni normali il glande è accolto nel sacco prepuziale, la presenza in questa zona di piccole quantità di materiale secreto non deve preoccupare eccessivamente; diversa potrebbe essere la diagnosi qualora vi fosse materiale purulento, ematico od urinario in quantità eccessiva, in tal caso un' accurata visita clinica è indispensabile.

Fimosi: consiste in una riduzione d'ampiezza dell'ostio prepuziale, può essere d'origine congenita o secondaria a processi infiammatori, edemigeni, neoplastici o ad esiti cicatriziali di lesioni traumatiche. Un ostio eccessivamente ridotto può interferire con la minzione, producendo un accumulo di urina nel sacco prepuziale, oppure con la possibilità di estroflessione del prepuzio, a cui ne consegue un'impossibilità all' accoppiamenLa conferma diagnostica si ha a riposo, notando l'impossibilità a sfoderare il glande anche in questa condizione.

Parafimosi: in questa condizione il pene congesto ed edematoso risultimpossibilitato a rientrare nel sacco prepuziale, con essiccamento della mucosa del glande per esposizione all'aria, che può successivamente andare incontro a necrosi ischemica.
La parafimosi si realizza per lo più in concomitanza di un accoppiamento, durante il quale la peluria del prepuzio viene ad attorcigliarsi alla base del glande formando un anello costrittivo.

Balanopostite: il termine balanite si riferisce ad un processo infiammatorio che coinvolge il glande mentre il termine postite si riferisce all'infiammazione del prepuzio. Il termine è stato unificato in quanto i due processi si presentano contemporaneamente, con la presenza di materiale purulento proveniente dal sacco prepuziale. Una grave forma infiammatoria con edema acuto, congestione e dolorabilità può essere dovuta all'invasione dei tessuti da parte della normale microflora batterica ambientale, favorita da fattori predisponesti, tra cui la presenza di corpi estranei o altri eventi traumatici.
Se la patologia non è rapidamente diagnosticata può esitare in fenomeni adesivo-cicatriziali tra glande e prepuzio, con conseguente stenosi prepuziale, difficoltà durante l'accoppiamento ed attenuazione della libido.

Emorragia del pene: possibile conseguenza di un evento traumatico a cui segue emorragia locale e nei casi più gravi rottura dell'uretra o frattura dell'osso penieno.
La conseguente infiltrazione di urina nei tessuti circostanti sicuramente non favorisce la guarigione, con complicazioni asessuali ed edemi che da locali tendono a diventare infiltranti.

PROSTATA

Trattare brevemente le varie patologie legate alla prostata risulta abbastanza difficile in quanto, a mio parere, sono particolarmente diffuse, complesse, talvolta sottovalutate; tra queste ricordiamo: l'Iperplasia prostatica benigna, le cisti, i processi infiammatori, gli ascessi e le degenerazioni neoplastiche.
La patologia forse più diffusa è l'Iperplasia che causa un aumento più o meno cospicuo del volume della ghiandola in animali di età compresa tra i sei ed i dodici anni. E’ considerata fisiologica, se non quando l' ingrossamento non comporti sintomatologia clinica evidente come tenesmo (difficoltà nella defecazione), anoressia (calo dell'appetito) e problemi durante la minzione (produzione di urina). La diagnosi viene effettuata mediante palpazione transrettale , meglio ancora, mediante indagine ecografia, grazie alla quale è anche possibile valutare l'uniformità del parenchima, escludendo quindi la contemporanea presenza di fenomeni degenerativi.

CRIPTORCHIDISMO

Tra le patologie sopra elencate, ho pensato di approfondire un problema diffuso, sul quale vi sono ancora idee piuttosto confuse.
Il termine "Criptorchidismo" indica l'assenza di uno o entrambi i testicoli, per mancata discesa nella loggia scrotale, questi sono comunque presenti in altra sede; al contrario, la patologia indicata con il termine "Monorchidismo", indica l'assenza assoluta di un testicolo.
I testicoli sono organi pari posizionati nello scroto, deputati alla sintesi di ormoni sessuali quali androgeni ed estrogeni, la loro funzione è controllata dalle gonadotropine LH ed FSH, a loro volta prodotte dall'ipofisi.
L'assenza di uno od entrambi i testicoli nella loro sede, già dal decimo giorno o poco oltre dalla nascita del cucciolo, si definisce criptorchidismo; entrambi devono essere nello scroto ad otto settimane d'età, ma non è possibile emettere una diagnosi definitiva prima che il cucciolo abbia compiuto i sei mesi.
La trasmissione ereditaria del criptorchidismo è sospettata da tempo, deriva dall'osservazione che il difetto si manifesta più frequentemente in certe razze (un esempio è il Cane di San Bernardo) piuttosto che in altre, inoltre la sua incidenza aumenta in alcune linee di allevamento con percentuale di consanguineità particolarmente elevata.
Il meccanismo ereditario è ricondotto ad un singolo gene autosomico recessivo legato al sesso, tuttavia questa teoria non spiegherebbe, ad esempio, come il difetto possa manifestarsi in alternanza per il testicolo destro o sinistro, così l'ereditarietà sembrerebbe coinvolgere almeno due geni. Il padre del soggetto criptorchide è sicuramente portatore del difetto, la madre ed i parenti in linea diretta sono potenziali portatori; l'eliminazione del soggetto colpito dalla patologia con i relativi parenti dai programmi di selezione, ovviamente dovrebbe ridurre l'incidenza del problema.
Il criptorchidismo è abbastanza comune nel cane ed è stato riscontrato in almeno 68 razze; l'incidenza media è di circa il 10%, maggiore in soggetti di razza pura, più alta con una percentuale del 2,7% in cani di piccola taglia rispetto a quelli di grande taglia.
La diagnosi è semplice, si riscontra nel corso di una banale visita medica veterinaria, alla quale dovrebbero essere sottoposti tutti i cuccioli, al fine di procedere alle prime vaccinazioni e si osserva l'assenza di uno o entrambi i testicoli. Dal punto di vista anatomico è importante ricordare che la discesa nello scroto di un testicolo si divide in tre fasi:
intra-addominale, intra-inguinale ed extra-inguinale ed è per questo che il criptorchidismo può essere definito Ectopia addominale, Ectopia inguinale o Ectopia inguino-addominale in base a dove si trova la localizzazione finale del testicolo. L'ectopia può essere singola o doppia, destra o sinistra.
La presenza in addome del testicolo non può ovviamente essere diagnosticata mediante palpazione, talvolta è fatta diagnosi mediante ecografia; la semplice palpazione può invece evidenziarne la presenza sottocutanea.
Il cane criptorchide ha maggiori possibilità di sviluppare tumori delle cellule del Sertoli; pertanto è consigliabile l'asportazione tempestiva del testicolo ritenuto e, poiché si tratta di patologia ereditaria, è opportuno procedere all'eliminazione del soggetto da qualsiasi programma di selezione.
Vorrei rimarcare come tutti i componenti di una medesima cucciolata, maschi e femmine comprese, ove uno o più soggetti siano colpiti da questa patologia, qualora non manifestino il problema, possano ugualmente esserne portatori, quindi sarebbe meglio eliminarli dalla linea riproduttiva; è importante ricordare che in Francia per quanto riguarda i cani di età superiore ai sei mesi, la patologia è iscritta nella lista dei vizi redibitori, con proroga di redibizione di trenta giorni dal giorno della consegna, questo significa che il cane monorchide o criptorchide può essere riconsegnato all'allavatore che deve restituire il compenso ricevuto.
Varie le terapie a nostra disposizione nel tentativo di riportare il testicolo in sede, come il riposizionamento chirurgico del testicolo mediante ancoraggio o trattamenti farmacologici ormonali; ricordiamo però che se da una parte otteniamo un risultato estetico pregevole, attraverso il quale potreste partecipare alle esposizioni canine senza subire alcuna penalizzazione, dall'altra non dovreste scordare che un vero allevatore deve perseguire sempre e comunque il miglioramento delle linee di sangue della razza alla quale si dedica, al di là di ogni interesse personale!

 

BIBLIOGRAFIA
"Clinica chirurgica veterinaria 2", R. Cheli, UTET 1977, pag. 869-889.
"Clinical Endocrinology of Dogs and Cats" edited by A. Rijnberk , pag.123-125.
"Dizionario pratico di terapia canina e felina" Ed. Masson, seconda edizione, Moraillon R., Legeay Y., Fourrier P. e Lapeire C.; 1994.
"Endocrinologia e Riproduzione del cane e del gatto", Feldman E. e Nelson R.; UTET, pag. 584-586.

 

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