SAINT BERNARD

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La toelettatura
del Cane San Bernardo

Come per noi sono fondamentali la cura dei capelli e l'igiene del corpo così anche per il cane la toelettatura non è considerata da meno. Quell'insieme di operazioni che si raggruppano sotto il nome di toelettatura, possiamo sicuramente equipararle per importanza ai controlli veterinari e all'alimentazione. Toelettare un cane non significa solo spazzolargli accuratamente il pelo ma eseguire anche tutte quelle operazioni d'igiene periodica che sono il taglio delle unghie, la pulizia di orecchie e contorno occhi, la cura dei denti e il bagno. L'animale va abituato fin da cucciolo alla toelettatura, solamente in questo modo la prenderà come praticha normale vivendo positivamente quei momenti di contatto fisico con il padrone.
Il taglio delle unghie, anche se va esguito con cadenza inferiore rispetto alle altre, rappresenta forse l'operazione più delicata per il fatto che alla base delle stesse si trovano vasi sanguigni e terminazioni nervose. Come ci si regola dunque? Per quanto riguarda le unghie chiare, la trasparenza permette di vedere dove comincia la parte irrorata dal sangue e pertanto e sufficiente tagliare con il tronchesino a ghigliottina 3-4 mm. sopra il "rosa", la faccenda si complica un po' con le unghie pigmentate (nere), spesso presenti nei nostri cani San Bernardo. E' questione di prenderci la mano: le prime volte lo farete eseguire dal vostro veterinario e in seguito, prendendo le opportune misure, potrete farlo da soli. Importantissimo è ricordarsi delle unghie degli eventuali speroni, in quanto essendo sempre sollevate da terra, crescono di continuo senza mai consumarsi e potrebbero pericolosamente impigliarsi a vicenda.
La pulizia delle orecchie è d'obbligo. L'orecchio del cane di San Bernardo è anatomicamente predisposto per le otiti e successivamente, durante l'età avanzata, anche per la sordità. Ben protetto da un abbondante padiglione ha purtroppo il difetto di non essere molto "arieggiato" favorendo in questo modo la proliferazione batterica. Di riscontro esso produce notevoli quantità di cerume il quale va necessariamente rimosso. In commercio esistono molti prodotti che ci possono aiutare in questa operazione. Un metodo economico e alla portata di tutti è quello di usare un batuffolo di cotone imbevuto con una goccia di olio di vaselina. Se invece è presente un costante arrossamento del condotto udivo con abbondante scolo di cerume, prima possiamo usare un liquido antisettico, può andar bene anche dell'acqua ossigenata (10% vol.), e in seguito se non si verificano miglioramenti il veterinario vi prescriverà l'appropriata terapia antibiotica o antimicotica o acaricida. Inoltre, se nel condotto uditivo si forma un eccesso di peluria, sarà utile rimuoverla, strappando in modo deciso piccoli ciuffi di pelo per volta. La pulizia delle orecchie andrebbe eseguita non meno di una volta alla settimana. Il San Bernardo con le orecchie sporche o doloranti segnalerà il suo fastidio con energiche scrollate di capo il che comporta spesso un copioso lancio di bave a 360°, magari sulle pareti e i soffitti di casa.
Il cane di questa razza avendo per sua costituzione la congiuntiva abbastanza esposta, produce discrete quantità di secrezioni lacrimali le quali insieme alla sporcizia si accumulano frequentemente sotto l'angolo interno dell'occhio con rischio di fermentazioni ed infezioni. Diventa perciò indispensabile una quasi quotidiana pulizia del contorno degli occhi, pratica semplice e veloce da esguirsi con un panno morbido (anche panno carta) imbevuto con un liquido non aggressivo (acqua tiepida, camomilla, acqua borica).

La cultura dell'igiene dentale è cosa abbastanza recente nei cani. Un tempo si provvedeva solamente all'ablazione del tartaro da eseguirsi, spesso in anestesia totale, per mano del veterinario, oggi sono stati studiati particolari dentifrici formulati appositamenbte per i cani. Oltre a quelli tradizionali da usarsi con lo spazzolino debbo segnalare un recentissimo tipo di pasta a base di particolari enzimi che disgregano chimicamente la placca batterica e che risultano pertanto molto pratici dato che non sono molti i cani che si lasciano spazzolare i denti.
Ma torniamo al tema principale. <<Spazzolare, spazzolare, spazzolare!>> vi raccomanderanno sempre i toelettatori professionisti. La corretta e costante spazzolatura del mantello sono la base di una buona toelettatura. Con essa otterremo innazitutto un miglioramento dell'aspetto del mantello e in più, altri benefici per la salute dell'animale come la stimolazione della circolazione sanguigna cutanea, la distribuzione omogenea del grasso naturale protettivo del pelo e la rimozione di gran parte dello sporco e dei peli morti.
La dotazione indispensabile per mantenere il pelo del San Bernardo nelle migliori condizioni è formata dai seguenti attrezzi:


-Spazzola a setole dure
-Spazzola cardatrice o cardatore
-Pettine di ferro a denti larghi
-Forbici per sfoltire e forbicine a punte arrotondate
-Tronchesino per le unghie
Il mantello di ogni cane di San Bernardo è costituito da diversi tipi di pelo. In ciascun follicolo pilifero esiste un pelo principale, piu grosso e lucido, che è quello che va a formare il mantello visibile esternamente ed alcuni peli secondari, più corti e lanugginosi, chiamati anche sottopelo. Spazzolare e pettinare in maniera corretta può risultare non semplicissimo, in modo particolare, per i folti mantelli della varietà a pelo lungo.
Al fine di ottenere i risultati migliori, io consiglio il seguente protocollo di procedimento:
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1) Pettine di ferro a denti larghi
Normalmente si parte usando questo attrezzo, in modo tale da sciogliere i grovigli e togliere la parte più consistente di pelo morto. Dovrà essere adoperato in modo abbastanza energico seguendo il verso dei torrenti piliferi. Può andar bene anche il pratico tipo a "rastrello" con impugnatura più maneggevole (vedi foto)

2) Cardatore
Il metodo da seguire è quello di spazzolare il mantello più in profondità possibile, facendo attenzione a non "grattare" troppo sulla cute ed evitando così noiose irritazioni. Per questo motivo, è preferibile usare i nuovi cardatori con le punte arrotondate o rivestite con capocchie di plastica dura (tipo fiammifero). Bisognerà procedere lavorando su piccole aree per volta, tenendo saldamente fermo il mantello con una mano e spazzolandolo con l'altra. Si comincierà dalla testa e orecchie passando successivamente al tronco e terminando con arti e coda.

3) Spazzola a setole dure
Come finitura (anche se spesso si salta questa fase) bisognerebbe usare una buona spazzola a setole dure che saranno lunghe e rade per i manti a pelo lungo e più corte e compatte per i manti a pelo corto. Insostituibile per questi ultimi, rappresenta comunque l'attrezzo più indicato per pettinare i peli corti del muso.

Tutte le operazioni suddette dovranno essere eseguite almeno con cadenza settimanale, intensificando la frequenza durante i periodi di muta.

Il Bagno

Lavare un cane della mole di un San Bernardo è un lavoro per certi aspetti un po' brigoso, tant'è che molti preferiscono rivolgersi a centri specializzati di toelettatura. Il problema riguarda soppratutto la stagione fredda e cioè quando dovremmmo disporre necessariamente di un ambiente al chiuso, riscaldato, comodo e fornito di vasca con relativa acqua calda. D'estate all'aria aperta, invece, può diventare addirittura un esperienza piacevole e divertente. La frequenza dei bagni dipende essenzialmente da due cose: dal tipo di vita dell'animale e dal tipo di lavaggio praticato. San Bernardo che vivono costantemente in un bel giardino con prato o pavimento (tenuto pulito) e che non partecipano a mostre canine, necessitano al massimo di 3 lavaggi all'anno. Cani da esposizione, cani che vivono costantemente in casa o in ambienti esterni poco puliti, possono arrivare anche ad uno o due bagni al mese.
E' fondamentale usare uno shampoo appropriato e di qualità. I prodotti delicati per uso umano o per bambini non sono da bandire ma indubbiamente migliore è uno shampo specifico per cani. In commercio ne esistono svariatissimi tipi, adatti per ogni genere di pelo ed esigenza. E' consigliabile, di norma, un detergente subacido (pH 4-5) poiché oltre ad avere un blando effetto antibatterico che favorisce il ristabilimento delle difese naturali (non raramente dopo il bagno si verificano dermatiti e piodermiti), dona al pelo vitalità e lucentezza. Le squame di cui il pelo è costituito superficialmente, a contatto con un detergente alcalino (pH >7), si aprono conferendo al mantello un aspetto ispido ed opaco.
Ad ogni modo, per chi volesse provare, suggerisco una ricetta di shampoo per cani da preparare in casa, con ingredienti facilmente reperibili:
Riempire per metà con acqua un contenitore da 5 litri di capienza, aggiungere 700 grammi di un buon detersivo per piatti al limone, circa 100 grammi di glicerina (disponibile in farmacia) e 70 grammi di aceto bianco quindi agitare dolcemente il tutto. Rimarrete sorpresi dei risultati.
Lo shampoo va comunque sempre diluito, aumentando la diluizione se i lavaggi sono frequenti, al fine di non alterare troppo il naturale equilibrio lipidico del pelo.
Non dimentichiamo di spazzolare il cane prima del bagno per evitare il formarsi sicuri grovigli. Le altre precauzioni da prendere, sono quelle di tappare le orecchie con del cotone idrofilo e spargere una piccola quantità di vaselina sopra l'area degli occhi o proteggerli con del collirio protettivo isotonico, rendendo in questo modo più difficoltoso il contatto con lo shampoo. L'acqua dovrà essere leggermente calda. Non tutti i cani gradiscono il bagno, cercate di tranquillizzarlo ed, eventualmente, fatevi aiutare da qualcuno per tenerlo fermo. Sarà necessario premunirsi di un manicotto sufficientemente lungo, con doccetta, da collegare alla rete idrica e di un pratico recipiente con dosatore per distribuire il detergente. In questo caso, io uso una bottiglia di PET(quelle dell'acqua minerale) dove ho praticato alcuni fori nel tappo con una punta di ferro rovente. Altri per stendere la soluzione di shampoo usano un grossa spugna. Lo scopo è che il metodo risulti per voi più pratico onde evitare dannose concentrazioni di prodotto sulla cute del cane.
Si procederà bagnando dapprima la schiena, lasciando la testa per ultima, dopo di che anche lo shampoo diluito andrà applicato partendo dal dorso e proseguendo verso le estremità e sotto il ventre. La testa si laverà sempre alla fine, adoperando un po' di riguardo per gli occhi e il tartufo. Il risciaquo va eseguito con estrema meticolosità e pazienza in modo tale da togliere anche la minima traccia di detergente. Guai a lasciare residui di shampoo sulla cute!
Una volta terminata quest'ultima fase, è molto probabile che il cane si dia delle forti scrollate, fate pertanto attenzione a ripararvi in un qualche modo e avvolgetelo subito con asciugamani o teli assorbenti per eliminare il grosso dell'acqua. Nelle stagioni calde, una bella camminata sotto il sole provvederà ad asciugare il resto. D'inverno invece, è consigliabile usare un asciugatore per cani (flusso di aria tiepido e potente) o al limite un asciugacapelli ma in questo caso dovremo selezionare una temperatura non troppo alta ed impiegheremo un tempo maggiore. Un metodo pratico ed economico è quello di convertire un vecchio bidone aspiratutto, attaccando il manicotto nel bocchettone dell'uscita dell'aria anziche in quello dell'aspirazione.
Ovviamente una volta che il cane e asciutto, andrà accuratamente spazzolato seguendo come sempre il verso naturale del pelo. Il bagno rappresenta un occasione ideale per verificare e correggere eventuali eccedenze di pelo, in modo particolare dietro alle coscie e fra le dita dei piedi (feltri interdigitali). Per lo scopo useremo una forbice sfoltitrice ed una forbicina a punte arrotondate. E' sottinteso, come del resto raccomandava nel suo articolo l'amico Andrea Duprè, che le operazioni di toelettatura comprendono anche un chek up accurato sulla cute del cane volto ad individuare qualsiasi anomalia, ferita, corpo estraneo ecc. Nelle pieghe cutanee del muso si possono depositare residui di cibo e bave, pertanto esse vanno accuratamente pulite e lubrificate con un olio per bambini. Le parti bianche ma arrossate del pelo, quelle solitamente "ossidate" dalla presenza costante di bava e di umidità come il sottomento, il petto, i piedi e le zampe anteriori, sarebbe bene che fossero regolarmente trattate con una polvere curativa all'ossido di zinco.

La preparazione del cane di San Bernardo per le esposizioni canine
Il cane di San Bernardo viene considerato un cane da lavoro abbellito, in teoria, un cane abbastanza "rustico" e per il quale non è richiesta ufficilamente in Europa una particolare preparazione del mantello, specifica per le esposizioni. Tuttavia vi sono diversi espositori i quali, come per altre razze "imparentate" (es. Terranova) e su modello dei sambernardisti statunitensi, curano molto la preparazione dei loro cani per il Ring. Tali operazioni sono finalizzate in primo luogo all'aumento della volumetria del pelo, soprattutto la dove eventualmente ci sono degli scompensi, al miglioramento dell'aspetto del medesimo e all' evidenziamento delle parti bianche del mantello. A volte un’accurata e adeguata toelettatura conferisce al cane quel tocco in più, fondamentale per arrivare sul podio più alto.
san bernardoLa preparazione del San Bernardo da esposizione incomincia uno o due giorni prima della mostra con il bagno. Riconosco che qualcheduno mi potrebbe contestare questa affermazione poiché certi giudici penalizzano i cani lavati troppo di "fresco" ma l'esperienza, accompagnata alla difficoltà di preservare pulito e candido un San Bernardo per parecchi giorni, mi fanno optare per quest'unica soluzione. Il segreto per non alterare troppo l'aspetto naturale del pelo, sta nell'utilizzo di uno shampoo non agressivo e di ottima qualità, preferibilmente ad effetto sbiancante. Dopo la consueta asciugatura e spazzolatura, seguendo le modalità suggerite nel precedente paragrafo, la preparazione sarà rimandata direttamente sul luogo dell'esposizione, un'ora prima dell'entrata nel Ring. Inizieremo idratando leggermente il pelo spruzzando una minima quantità d’acqua (meglio se Acqua di Rose), dopo di che bisognerà curarsi subito di riportare candide e brillanti le parti ingiallite del mantello che solitamente corrispondono al petto, agli arti, alla coda, eccetera. Un metodo efficace è quello di applicare fra il pelo piccole quantità di una qualunque crema per mani alla glicerina e, in seguito, stendere con un tampone - pennello della comune fecola di patate in abbondante quantità. La crema traterrà la giusta quantità di fecola mentre l'eccesso sarà tolto da successive spazzolate che dovranno essere eseguite contropelo, la dove è richiesto un aumento del volume. Per operare sul muso dove, oltre al giallo e al rosa, alcuni soggetti presentano un eccesso di (poco gradite) punteggiature nere, è preferibile servirsi di appositi stick , comunemente chiamati "bianchetti", senza però abusarne, pena un possibile richiamo da parte del giudice. L'abilità sta nel correggere i difetti senza che si noti la correzione. Se le parti bianche sono le più importanti, non dobbiamo però trascurare le parti rosse del mantello. Esse dovranno presentarsi il più brillanti possibile, trattandole prima con appositi spray lucidanti. La spazzola e una buona spruzzata di lacca, daranno il tocco finale prima di salire sul Ring. Non dimenticate mai di portare con voi una salvietta per tenere pulita la bocca del cane dalle possibili sbavature Tutte queste operazioni possono sembrare molto difficoltose, ma non spaventatevi, dopo le prime volte imparerete da soli come meglio metterle in pratica e personalizzarle sul vostro cane.

a cura di Guido Zanella