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Quale taglia è la giusta taglia? di Stan Zielinski

 

Joan rispose alla cornetta del telefono ed esclamò rabbiosamente: "Che sciocco quest'uomo, tutto quello che cerca è un cane grosso, poco importa se morde, se muore a tre anni!". Accadde molti anni addietro, allevavo da pochissimo tempo. Era appena nata una cucciolata, pubblicammo un'inserzione sul giornale locale per "liberarci" delle piccole creature e a chi telefonava interessava conoscere unicamente quanto i cuccioli sarebbero diventati grandi; abbiamo fatto il possibile, tuttavia non siamo riusciti a dirottare il loro interesse verso il temperamento, la buona condizione di salute o il tipo.
Mi sono ricordato di quel fatto, accaduto molto tempo fa, allorché decisi di annotare alcune riflessioni relative alla "giusta taglia" per un cane di razza San Bernardo, e mi accorgo che le cose, oggi, non sono molto diverse.
C'è ancora tanta enfasi verso la massima taglia, ed ora sono consapevole che questa passione per il cane gigante, disgraziatamente, non si limita solo agli acquirenti dei cuccioli, totalmente inesperti sulle problematiche della razza. Così, da ogni parte, mi sento continuamente richiedere: "…Li voglio grossi" "…Me ne dia uno enorme".
La domanda più importante da porsi è: "Quanto grande?". E ad essa vorrei rispondere: "Come viene!". A domande brevi si dovrebbe rispondere altrettanto brevemente ma, purtroppo, le risposte sono, in realtà, lunghe e complesse. La logica mi suggerisce che la razza non dovrebbe contemplare dei maschi di dimensione molto superiore all'attuale minimo di cm.70. In origine i cani San Bernardo erano molto più piccoli e leggeri se paragonati ai cani odierni, solo così potevano essere in grado di lavorare sopravvivendo alle intemperie, ai rigori della vita d'alta montagna presso l'Ospizio del Gran San Bernardo. Ritengo che i maschi più grandi, effettivamente utilizzati all'Ospizio, non oltrepassassero l'altezza al garrese di cm.71 e che la maggior parte di loro fosse inferiore all'attuale altezza minima al garrese indicata dallo standard di razza. Se "Barry I" dovesse essere esposto domani in un esposizione canina, probabilmente sarebbe indirizzato al ring dei "cani da caccia alla volpe" americani. A volte si è detto che dovremmo allevare i nostri cani cercando di conservare in essi la loro funzione originale.
Chi ritiene che il San Bernardo moderno deve essere in grado tuttora di svolgere la funzione per la quale fu selezionato, cerca, a ragione, un animale più basso e d'ossatura più leggera del più piccolo e snello tra i soggetti oggi esposti nei ring.
Una giovane donna mi ha chiesto recentemente: "Poiché non le piacciono i cani grandi, perché alleva e giudica la razza San Bernardo?"
La mia risposta fu: "Cosa le fa credere che non ammiri la grande taglia in un Cane di San Bernardo?"
san bernardoNon posso negare di essermi avvicinato al San Bernardo in virtù del suo gigantismo. Tutti ammiriamo la grande taglia ma alcuni tra noi hanno cambiato parere: "Perché?"
In seguito ad uno studio più approfondito della razza, la mia opinione è cambiata portandomi ad apprezzare altri valori del cane che ritengo più importanti della grande taglia. Non appena iniziai a produrre animali di qualità, mi liberai dell'impostazione mentale:
"più grande = meglio".
L'allevatore preparato, che possiede un esperienza sufficiente per comprendere quello che fa e cerca in tutta onestà il miglioramento della razza, non risponde più al richiamo "più grande ad ogni costo".
Gli allevatori attenti ed esperti sanno che il loro desiderio per la grande taglia deve essere bilanciato da una richiesta incondizionata di massima qualità generale.
Poche cose sono peggio di un enorme Cane di San Bernardo totalmente privo di qualità. Un'ossessione spropositata per un San Bernardo gigante è quanto mai sbagliata, poiché, in ultima analisi, è contro il progresso della razza.
Qualsiasi soggetto della nostra razza, che supera di poco l'altezza minima indicata dallo standard, è in ogni caso un cane molto grande e la sua taglia non gli impedirà di compiere adeguatamente tutte le funzioni desiderate dai precursori della razza.
E' anche sensato porsi le seguenti domande:
"Questo desiderio di massima taglia affonda realmente le sue radici nella cinognostica e nella zootecnia?
O forse è solo una proiezione del nostro desiderio d'apparire?"
In America vale l'equazione "quanto più grande è, tanto è meglio". Guardate le pubblicità presenti in varie riviste cinofile: evidenziano la grande taglia di alcuni cani, come se, solo la mole fosse importante. "Il mio cane è più grande di quello degli altri concorrenti quindi è migliore del loro ed io sono davvero importante!". Il desiderio di possedere un cane enorme non è in relazione al miglioramento della razza, è semplicemente un contentino per l'ego di qualcuno!
Personalmente, non appoggio la piccola taglia ma sconsiglio soltanto la forsennata ricerca di una taglia estremamente grande.
Vi siete mai chiesti cosa accade, e cosa sarebbe necessario ottenere, aumentando l'altezza media dei nostri cani? Io l'ho fatto e ne ho ricavato solo ragioni per procedere nell'altra direzione. Ad esempio, i nostri amati non vivono così a lungo come i cani di molte altre razze canine più piccole; così la ricerca indica che aumentando la taglia dei nostri cani diminuisce la durata della loro vita. Il tempo che abbiamo da trascorrere con loro è tanto prezioso e così breve, perché accorciarlo ancora?
Ora consideriamo che un aumento in altezza ha un effetto cubico sulla massa: un aumento del 5% in altezza corrisponde ad un aumento del 16% di sangue che deve essere filtrato dai reni e pompato dal cuore; un aumento del 10% in altezza equivale ad un aumento del 33% di peso che ogni giuntura, legamento e parti di tessuto connettivo devono sopportare.
Artrite dell'adolescenza, displasia dell'anca, osteocondrite, torsione dello stomaco, problemi di cuore, debolezza di reni, cancro ed altre complicazioni correlate a stress sono un prezzo alto che i nostri cani devono pagare solo per essere grandi. Perché mai allora qualcuno vuole dargli un carico maggiore?
Non posso contare le volte che ho sentito dire: " Fra due cani uguali dovresti scegliere il più grande", questo modo di pensare è san bernardocompletamente sbagliato, tra l'altro non ho mai visto due cani identici, pertanto questa osservazione non ha alcun valore; l'aumento costante della taglia non è una virtù di per sé giusta e non costituisce un obbiettivo da raggiungere. E' giusto premiare sempre il soggetto migliore, non il più grande: questo è il percorso verso il miglioramento della razza. Il mio intento è dimostrare che la ricerca della massima taglia non ha alcun valido scopo. Sostengo che c'è una misura ottimale per il Cane di San Bernardo e tutti dovremmo cercare questa giusta taglia. I maschi adulti di qualità, salvo rarissime eccezioni, presentano un altezza al garrese che varia dai cm.74 ai cm.79 (si sta parlando ovviamente della situazione in USA - Ndr), i soggetti più piccoli, anche se ben proporzionati, sono troppo femminili e ciò rappresenta un difetto imperdonabile per uno stallone; i maschi bassi e mascolini sono raramente ben proporzionati, così i loro cuccioli, divenuti adulti, mancheranno di buone proporzioni (altro difetto gravissimo). Raramente ho osservato un maschio alto cm.80 al garrese, ed oltre, di buona qualità. I soggetti che superano quest'altezza di parecchi centimetri, da me osservati fino ad oggi in moltissimi anni, nessuno escluso, sarebbero stati da sterilizzare, nell'interesse della razza!
Consideriamo ora, l'altezza ideale in un cane San Bernardo femmina. Lo standard pone in relazione tra loro molto chiaramente il maschio e la femmina, così si evince che la giusta taglia in una femmina è inferiore alla corretta altezza al garrese di un maschio di circa cm.4 o 5.
Il miglioramento costante della razza dovrebbe essere il nostro intento primario, sarebbe opportuno ispirarci a valori comuni ed allevare un unico tipo di Cane di San Bernardo; se esaminiamo la situazione attuale mi chiedo come questo potrà essere possibile?
Quando giudico, mi capita di osservare maschi adulti molto piacevoli, ritengo non superino i cm.64 d'altezza al garrese; d'altra parte, mi riferiscono di maschi alti cm.97 al garrese e più (sebbene questi soggetti esulino dalla mia esperienza diretta).
Se in un'esposizione canina, all'interno del medesimo ring, osservaste un Cane di San Bernardo maschio, adulto, che misura cm.97 al garrese ed un altro che presenta un altezza al garrese di cm.64, potreste affermare che appartengono entrambi alla stessa razza? Naturalmente sarebbe un enorme sciocchezza!
Qual è, allora, la soluzione? Dovremmo seguire un criterio omogeneo, stabilire l'altezza ideale per un Cane di San Bernardo ed i limiti di tolleranza (cm.2,5); numerose razze canine hanno seguito questo metodo ed hanno ottenuto una notevole uniformità. Questa regola eliminerebbe molti soggetti meritevoli, allora sarebbe opportuno penalizzare lievemente i cani che si discostano assai poco da questa misura e squalificare i soggetti alti visibilmente oltre al limite della massima taglia prevista; nel caso dovessimo limitare il margine massimo di tolleranza ad una misura di un palmo di cm.13, non elimineremmo praticamente nessun cane, sarebbe inutile alla corretta diffusione della razza. Propongo l'altezza al garrese ideale in un maschio adulto di cm.77 ed un margine di tolleranza di cm.5, non oltre, pertanto un soggetto che si discosta di cm.4 dall'altezza ideale (tra cm.72.5 e cm.80) è un buon esemplare della razza; un altezza al garrese che supera di cm.2.5 e non oltre questo intervallo di cm.7.5 (cioè, o tra cm.70 e cm.72.5, o tra cm.80 e cm.82.5), costituisce un difetto, tuttavia è accettabile. Altezze al garrese inferiori ai cm.70 e superiori agli cm.82,5 comportano la squalifica di un maschio, una femmina è più bassa di un maschio di cm.5; la tabella che segue chiarisce i dati riportati.
Non è possibile né auspicabile (e mai dovrebbe accadere) rivedere lo Standard di razza ufficiale in tal senso. Non è possibile allevare cani enormi e preservare onestamente le qualità della razza. Gli allevatori dovrebbero prestare maggiore attenzione alle innumerevoli qualità che un Cane di San Bernardo deve forzatamente possedere e rimuovere definitivamente dalla loro mente l'idea che "più grande = migliore".
Abbiamo bisogno di San Bernardo migliori, non solo più grandi.
Consideriamo ora il peso dei nostri cani. Lo standard di razza definisce la massa una virtù, tuttavia non esagerate poiché i proprietari di San Bernardo aumentano esageratamente la taglia ed il peso dei loro cani: dichiarazioni di insoliti pesi sono sospette fino ad una verifica su una bilancia certificata.
E' generalmente riconosciuto che il San Bernardo è la più pesante fra le razze canine. Era circa il 1988, allorché furono citati due Cani di San Bernardo inglesi nel Libro dei Guinness dei Primati mondiali poiché raggiunsero un peso mai constatato prima: Brandy (di proprietà di Gwendoline L. White del "Chinnor", Oxfordshire), il giorno 11 febbraio 1966 pesava Kg.117; Westernisles Ross (di proprietà di Jean R. Rankin di Glasgow, Scozia) il 28 aprile 1966 pesava Kg.116: sicuramente si trattava di soggetti in sovrappeso.
Nel 1963 alla National Specialty del Club Americano del San Bernardo, furono pesati su bilance certificate 88 San Bernardo, il più pesante fu il Ch. Powell's Tristan of Riga, di proprietà di Larry Powell, pesava Kg.98, molti esemplari raggiungevano un peso di poco inferiore ai Kg.90, tuttavia la maggior parte dei maschi adulti pesava tra Kg.64 e Kg.88; il peso medio dei maschi che concorrevano in classe libera fu Kg.72. Le femmine adulte registrarono un peso che oscillava tra Kg.54 e Kg.84, le cagne appartenenti alla classe libera pesavano mediamente Kg.63.
Nel 1966, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università Purdue pubblicò il peso di alcuni San Bernardo adulti, inseriti in un programma di studio sulla Sindrome da torsione gastrica. Questi cani partecipavano alle esposizioni canine ed alle mostre speciali. Nell'occasione furono registrati i pesi di 57 femmine adulte le quali hanno segnato da un minimo di Kg.41 ad un massimo Kg.77, la media del loro peso fu di Kg.60; gli 82 maschi adulti esaminati pesavano, invece, tra i Kg.52 ed i Kg.93, il loro peso medio era di Kg.71.
Al Raduno del Club del San Bernardo di Puget Sound, vennero pesati tutti i cani presenti: la media per i maschi adulti fu di Kg.71 con picchi di variazione che oscillarono tra i Kg.54 e gli Kg.81, le femmine adulte pesarono da un minimo di Kg.46 ad un massimo di Kg.78, il loro peso medio fu di Kg.60.
Nella mia limitata esperienza, eccetto una coppia di cani molto grassi che oltrepassava i Kg.91, non ho mai osservato un cane, in buone condizioni, che superasse gli Kg.84. Un cane in ottima forma, di buona sostanza, alto cm.77 al garrese dovrebbe pesare Kg.77 .
Se desiderate vantarvi del peso del vostro cane, queste informazioni vi aiuteranno a trarne ragionevoli conclusioni. Dunque, cosa rimane a chi ama la grande taglia e non vuole sacrificare gli aspetti più importanti della razza? Vi dico: "Se trovaste un Cane San Bernardo di eccellente qualità, molto alto con una massa imponente acquistatelo, tuttavia preferite sempre la qualità alla grande taglia.


a cura di Stan Zielinski

tratto dal libro “Saint Bernard from the Stoan Perspective” Alpinepub (USA)