SAINT BERNARD

 

cucciola san bernardo

"Sostanza - Equilibrio"

Qualche settimana fa un'interessante conversazione telefonica con amico, allevatore di cani San Bernardo, basata sull'importanza dell'armonia delle proporzioni, mi riportava indietro nel tempo fino ai primi anni '90; tempi in cui un gruppo di allevatori, di cui la sottoscritta faceva parte, si era preso da pelare la scorbutica gatta di una traduzione comprensibile e sensata (e non solo letterale) dello standard americano del Siberian Husky e del relativo commento.
Il nostro impegno nasceva soprattutto dalla necessità di chiarire il termine acceptable, che tradotto in italiano con "accettabile" faceva pensare ai giudici qualcosa come: "tollerabile quando c'è; ma se non c'è, tanto meglio".
In inglese, invece, acceptable ha una gamma assai più ampia di significati, che vanno dallo stesso "tollerabile" al concetto (quasi opposto) di "soddisfacente, gradito".
Poiché lo standard dell'Husky è letteralmente infarcito di acceptable, il nostro gruppo di lavoro si era assunto l'ingrato compito di dividere in modo comprensibile le varie accezioni, cosicché alcune caratteristiche "gradite" non venissero scambiate dai giudici per "appena tollerabili" (e viceversa), come era spesso accaduto sui ring fino a quel momento.
Bene: nonostante i sogghigni e le gufate della vigilia (per la serie "non ce la farete mai"), e nonostante fossimo in sei (quindi abbastanza numerosi da lasciar presagire una bella serie di risse interpretative), impiegammo un tempo sorprendentemente breve a metterci d'accordo sulla traduzione dei vari acceptable.
In compenso ci scannammo per un tempo sorprendentemente lungo sui termini sound e balance, che sembravano intraducibili.
O meglio: sembrava che non esistesse un unico termine italiano capace di comprendere tutto ciò che significano queste due paroline magiche, fondamentali in cinofilia perché - si parli di Husky, di San Bernardo o di Chihuahua - sono le due parole capaci di trasformare un semplice "cane di razza" in un cane di classe.
Vi dico subito che non ne siamo mai venuti a capo: alla fine abbiamo tradotto con "sostanza" ed "equilibrio", due termini che hanno messo d'accordo tutti solo perché hanno lasciato tutti ugualmente insoddisfatti.
Ma il punto è che sound, balance, "sostanza", "equilibrio" (e probabilmente anche i loro equivalenti in altre cento lingue) non hanno un significato misurabile col centimetro: sono termini che vanno capiti e interpretati, ma soprattutto "vissuti".
In altre parole, o sai cos'è un cane che ha sound and balance, perché ce l'hai ben chiaro in mente dopo aver visto con i tuoi occhi la differenza tra cani "con" e cani "senza"…oppure non ti basteranno mai due sole parole per capirlo.
E forse non basterà neppure una bella blaterata lunga e ben distesa, come quella che mi appresto a rifilarvi adesso.
Però mi sembra giusto provarci, perché...be', perché devo dirvi qualcosa che mi farà detestare caldamente da molti di voi (soprattutto dagli allevatori): e cioè che di cani con sound & balance , tra i San Bernardo italiani, non è che ne stia vedendo molti.
Alt! Momento, non sparate.
Fatemi prima mettere le mani avanti, premettendo che non sono sufficientemente addentro alla razza per poter criticare realmente a ragion veduta.
Probabilmente non conosco neppure il 10 per cento dei cani più importanti del momento, e parlo solo in base ad alcune mie sortite intorno ai ring, laddove "butto un occhio" su diverse razze (almeno su quelle che mi piacciono), ma certamente non approfondisco a sufficienza.
Non conosco nomi, allevatori, linee di sangue, mappe genetiche del San Bernardo moderno: quindi prendetemi con beneficio di inventario.
Però…prendetemi lo stesso, vi prego: perché, nonostante le mie lacune, ho la presunzione di capire che qualcosa, in questa razza, non va per il verso giusto.
Non sarà sempre così, non avrò visto tutti i cani che avrei dovuto vedere prima di esprimere un'opinione: ma è pure vero che sui ring che avrebbero dovuto ospitare i San Bernardo, in più di un'occasione, ho visto mucche e cammelli.
Ed è vero che mucche e cammelli, invitati a trottare, talora si sono mossi come pachidermi ubriachi: bruttissima visione, per chi si aspettava di vedere dei cani da montagna.
Qual è, dunque, il problema?
Pur non sentendomi addosso la qualifica che mi ha dato un gentile signore (quello che, dopo aver letto il mio libro, mi ha telefonato dicendo: "Buongiorno, parlo con l'esperta bernardista?"), oserei dire che i San Bernardo italiani, oggi, hanno un po' lo stesso problema dei mastini napoletani.
Ovvero, vengono valutati soprattutto a peso e a "capa".
Recentemente (non dico dove perché non sono qui per sputtanare cani, ma per fare una chiacchierata tecnica) ho visto vincere una capoccia spropositata (e, devo dire, anche spropositatamente bella)…attaccata, però, a un tronco normalissimo e soprattutto a un posteriore quantomeno sospetto. Un posteriore, per intenderci, di cui mi sarebbe interessato vedere una lastra.
A parte questo preoccupante particolare, però…in quel cane non c'era proprio traccia di
balance: perché non c'era armonia tra lo splendido capoccione e il resto del cane.
Non c'era equilibrio tra le proporzioni, e soprattutto non c'era armonia nel movimento: ma non solo perché il posteriore era sospetto, bensì perché mancava anche il sufficiente sound di tronco e arti.
Mi verrebbe da tradurre in napoletano, anziché in italiano, dicendo che per portarsi in giro una capa tanta, ci vuole un cane tanto!
Solo che, in altri soggetti, succede di vedere "capa tanta e cane tanto"…ma l'effetto, invece che di armonioso balance, è il famoso "effetto mucca". san bernardo
Ovvero si ha l'impressione di un cane pesante, linfatico, che fatica a trascinarsi in giro e che, più che di andare a salvare qualcuno in montagna, sogna di tornare a sdraiarsi prima possibile su un materassino davanti al caminetto.
Signori miei…non so per voi: ma per me il San Bernardo non è questo.
Quando io penso "San Bernardo" voglio immaginare un intrepido ed instancabile cane da lavoro, con un senso per la neve che Smilla se lo sognava, ma soprattutto con quella luce negli occhi che caratterizza il cane attivo, dinamico, da lavoro.
Grosso, certo, ma anche atletico.
Voglio immaginare un peso massimo, non un peso morto.
Voglio che sound sia sinonimo di grande ossatura e sostanza, sì: ma sorretta da una forza che non sia quella di un'impalcatura statica, ma di un imponente meccanismo dinamico.
E voglio che balance significhi armonia di tutte le proporzioni, dalla punta del tartufo alla punta della coda, da fermo e in movimento.
Perché il cane non è una statua; il cane è un essere vivente con un cuore che batte, polmoni che respirano, muscoli che agiscono. Il cane è azione.
E nel momento in cui smette di darci l'impressione di poter agire, San Bernardo o Chihuahua che sia, per me smette anche di essere un cane.
A me questa razza è sempre piaciuta perché amo la montagna (in fondo è lo stesso motivo per cui ho allevato Siberian Husky): ma il cane da montagna, esattamente come il cane da slitta, deve essere forte, solido ed armonioso come lo stesso ambiente in cui è nato.
Un San Bernardo in stazione e un'immagine del Monte Bianco dovrebbero darti due sensazioni di sound molto simile: quel sublime piacere spirituale che viene solo da ciò che è veramente grande; che ti fa trattenere il respiro e pensare che forse Dio c'è.
Ma mentre il Monte Bianco può solo restarsene fermo dov'è, il cane deve mettersi in movimento...e a quel punto non deve rompere l'incantesimo, ma deve sapersi spostare con il passo sicuro di chi è parte integrante - ma anche vivente e capace di azione - della montagna su cui cammina.
Eh, sì: a volte penso che il ring del San Bernardo dovrebbe essere davvero una montagna. Questo, forse, renderebbe più facile, per i giudici, capire cosa significhino davvero sound e balance.
Siccome, però, il ring è una pianura...vediamo di passare dai voli pindarici alla tecnica concreta, e cerchiamo di capire dove e come interpretare questi concetti nella pratica. Abbiamo già visto che il cane deve essere solido, muscoloso e di buona ossatura: ma questo lo capisce anche un bambino, fermo restando che il cane non può "fermarsi alla testa" come abbiamo detto sopra, ma che dev'essere "tutto" solido e muscoloso.
Fin qui il sound. san bernardo
E il balance, quando e come lo osserviamo?
Cominciamo a vederlo già da fermo, laddove la prima cosa da guardare dovrebbero essere proprio le "proporzioni importanti" indicate dallo standard: quindi, corretta lunghezza del tronco e corretta lunghezza degli arti.
Il rapporto tra altezza al garrese e lunghezza del tronco dovrebbe essere di 9:10...e non sempre mi sembra rispettato nei cani attuali.
Mi sembra di vedere in molti soggetti una tendenza alla "verticalizzazione" per ottenere cani alti, alti, alti...ma non abbastanza lunghi da mantenere il giusto rapporto.
In altri casi ho visto cani lunghi e tappi: ma non li ho visti vincere, quindi direi che non rappresentano un gran campanello di allarme.
Sicuramente, se uno scultore decidesse di raffigurare l'immagine ideale di un San Bernardo, comincerebbe dal tronco: poi ci attaccherebbe la testa e gli arti armonizzandoli alla prima struttura che ha creato.
In allevamento, invece, mi pare si lavori così: prima si fa la testa, poi si pensa ad arti che la portino più in alto possibile...e nello spazio rimasto si infila un tronco a caso!
Ovviamente il risultato non è balance: ovvero, non c'è quell'armonia di proporzioni richiesta dallo stesso Standard.
In movimento, poi, questi cani caracollano spesso cadendo sull'anteriore (per forza, con il peso tutto sbilanciato in avanti!) e ancor più spesso "splattando" clamorosamente su pastorali esageratamente flessibili e quindi cedevoli.
Il fatto che il trotto di un San Bernardo non possa - per ovvi motivi - essere "bello" od "elegante" non deve farci dimenticare che:
a) dev'essere funzionale (cani con i pastorali così flessi, in salita farebbero dieci metri e in discesa darebbero delle facciate per terra);
b) dev'essere comunque armonioso rispetto alla taglia: perché è vero che il San Bernardo, nonostante tutto ciò che ho scritto finora, oggi non può più essere considerato un vero e proprio cane da montagna... ma è anche vero che le alternative sono l'utilizzo come san bernardocane da guardia, come compagno di giochi per i bambini e così via. Tutti impieghi in cui si desidera che il cane sia in grado di muoversi con scioltezza (o vogliamo davvero che finisca come il mastino napoletano, che nessuno vuole più come cane da guardia perché un ladro in fuga lo SEMINA in cinque minuti?).
Un'altra occhiatina andrebbe data agli angoli, specie a quelli del posteriore: anche perché posteriori troppo diritti, oltre a rovinare completamente l'armonia del trotto, predispongono alla rottura non traumatica dell'LCA ("Rotture traumatiche e non traumatiche del legamento crociato anteriore LCA del ginocchio del cane", Dr. A. Vezzoni, 46° Congresso Nazionale SCIVAC).
Ma a parte le considerazioni sanitarie... senza angoli non si spinge!
E qui basta prendere in mano lo Standard per leggere: "Andatura: passo armonioso con ampie falcate e con ottima spinta del posteriore".
Se questa spinta non c'è, non ci saranno neppure le ampie falcate e il movimento sarà completamente fuori tipo.
E ora concludo con la domanda da cento milioni di dollari: “E’ davvero possibile coniugare sound & balance con altezze e pesi spropositati?
Può essere contemporaneamente solido ed armonioso un cane che supera di gran lunga il quintale?”
La risposta può essere (forse) positiva: ma solo in casi eccezionali, qualora gli allevatori abbiano lavorato splendidamente bene... e abbaino avuto, diciamolo, anche una bella dose di fortuna.
Ma se a fronte di un supercane che davvero incarna l'ideale supremo della razza dobbiamo fare i conti con una produzione media che a malapena raggiunge la mediocrità (teste escluse), perchè non c'è armonia, non c'è (o c'è troppa) sostanza, non c'è movimento e non c'è più alcuna attitudine al lavoro... allora, personalmente, mi chiederei se sia davvero il caso di continuare inseguire un'utopia difficilmente raggiungibile, o se non sia meglio pensare alla salute "media" della razza, badando a una produzione media che dia davvero l'impressione di grande solidità, unita a grande armonia... anche a costo di distaccarsi dalle linee di sangue "storiche" europee e di avvicinarsi a realtà diverse.
Il che, forse, farà esclamare un "Ohhhhh!" in meno, a chi si trova di fronte una montagna di cane: ma farà anche tirare molti sospiri di sollievo a chi, pensando di prendere un San Bernardo, aveva in mente di portarsi a casa un cane e non una montagna statica, inamovibile e - ahimè - grossolana.

a cura di Valeria Rossi