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san bernardo da mentone


Passeggiando all'ombra della storia

Salire al Gran San Bernardo, oggi, può costituire un'esperienza densa di stimoli e di piacevolezze.
“Ché, fin del fondo, nell'inerpicarsi della strada tra campi e villaggi, avverti quel benessere a misura d'uomo che traspira dal rifiorire delle zone boschive.”
E ancora lo stesso benessere, che non significa pigra agiatezza ma serenità di giorni in sintonia piena con la natura, lo ritrovi incarnato a 2.472m di altitudine, nei muri dell'ospizio: mute sentinelle di memorie e valori che dal passato sembrano levarsi, come un monito, sulle nebbie del domani.
Già, il passato. Impossibile, quassù, prescinderne.
Ed è un passato che ha non solo il respiro profondo della storia, ma le evanescenze fuggevoli del mito. Pensiamo al dio Juppiter Poenius, il cui tempietto dovette stagliarsi sul rigore di questi cieli.
E pensiamo a certe figure mitologicamente titolate come Ercole e gli Argonauti che, secondo la tradizione, nel corso di alterne vicende sarebbero trascorsi per le stesse rupi. Poi le nutrite schiere di personaggi illustri, re letterati condottieri e papi: tutti pronti ad attingere delle magie di questo luogo.

Un passo nel mito

All'estremo Nord della Valle d'Aosta, sul confine Svizzero, si erge una montagna che ha visto passare lungo le sue aride pendici e per un selvaggio vallone, spesso bianco di neve, gran parte della storia d'Europa.
E' il colle del Gran San Bernardo, con il suo Passo e il suo millenario Ospizio, Valico che ha visto transitare l'uomo già nel terzo millennio a.C., quando ancora la Storia stentava a segnalare date ed eventi precisi.

Il santo cane

 

 

 


Situato a 2472 metri di altitudine , il valico è circondato dalle imponenti cime Alpine.
Inoltre lo stesso, a causa della sua posizione geografica è esposto a venti quasi incessanti e ad una temperatura che oscilla tra un minimo di
-30°C ad un massimo di +19°C. La caduta di neve annuale raggiunge e a volte supera i venti metri. Il colle del Gran San Bernardo ha vissuto alterne fortune, dallo splendore dei secoli del basso Medioevo, quando era al cento di tutti i traffici commerciali dell'Europa Occidentale, al lento declino dei secoli XV,XVII, XX quando fu soppiantato da altri passaggi, quali il Moncenisio, il Sempione e la costruzione del tunnel sottostante nel 1964.

(Papa Benedetto XVI in visita al Passo del Gran San Bernardo)

 

 

 

allevatori san bernardo

Hospice du Gran-Saint Bernard

L'ospizio fondato nell' XI secolo dalla comunità religiosa istituita da San Bernardo è luogo di "accoglienza". L'ospitalità infatti fu, prima di tutte le altre, la ragione d'essere dell'Ospizio del Gran San Bernardo. In principio l'ospizio non fu altro che un piccolo rifugio e riusciva appena a riparare gli ospiti cui era destinato. Poco a poco, nel corso dei secoli, l'edificio si ampliò in modo tale da assicurare l'ospitalità a molte persone. L'Ospizio, assicurò principalmente l'incolumità dei viandanti presi dalle minacce di assalti dei Saraceni. L'abate Bernardo vi fece costruire un ospizio e una chiesa che intitolò a San Nicolò, patrono dei viaggiatori. I servizi resi da questa casa di ospitalità fondata da San Bernardo attirarono subito l'attenzione ed il favore dei Papi, dei principi e dei fedeli. Insieme a San Bernardo sul colle si insediarono una comunità di canonici agostiniani.

 

 

 

 

passo gran san bernardo
Per circa nove secoli, la Casa fu fedele alla regola della gratuità assoluta.
Il ricovero e il vitto erano assicurati a tutti i passanti, senza alcuna restrizione.
Era soprattutto nel corso dell'inverno che la carità trovava più occasione di esercitarsi; i passanti venivano anche soccorsi quando erano in pericolo, salvandoli sovente da morte sicura durante le bufere di neve nel rigido inverno alpino. Quando ciò non era possibile, i canonici recuperavano e seppellivano nel loro obitorio, le Morgue (tuttora esistente - vedi foto a sx), i cadaveri di coloro che le valanghe o il freddo avevano ucciso nel loro cammino.
Sulla valle del Gran San Bernardo esercitavano la loro giurisdizione (potere politico e giudiziario) i conti di Savoia. Si sa che questi potenti signori si impadronirono, a partire dal XI secolo, di tutti i principali passaggi alpini, tra cui i colli del Piccolo e del Gran San Bernardo; per questo motivo vennero poi soprannominati i Portieri delle Alpi. Questo Colle, tuttavia, se da un lato ha destato preoccupazioni di tipo difensivo, è stato anche, da tempi assai remoti, passaggio di strade carrozzabili.


La strada

Agli inizi esisteva solo un piccolo sentiero che fiancheggiava il bordo del lago. La costruzione della strada romana intagliata nella viva roccia risale all'anno 12 a.C. sotto l'imperatore Augusto. (Via Romana delle Gallie) Via maestosa, da Canterbury portava a Roma, trova qui il suo ingresso verso l'Italia (Via Francigena). Dal cantone Svizzero del Vallese la Via Francigena inizia a salire la vallata del Rodano e della Drance verso il Passo del Gran San Bernardo. Un percorso ricco di stimoli paesaggistici e culturali. (Valle dell'Entremont - Svizzera;Valle del Gran San Bernardo).

sanbernardo
La Via Francigena porta con sé ricordi di echi edificanti e di profonda suggestione: lungo il suo tracciato persiste l'orma dei cani che un giorno ebbero a solcarla. Se si dovessero citare tutti i personaggi che hanno segnato con l'impronta dei loro passi questo storico colle, se ne incontrerebbero nel corso di ogni secolo. Da Annibale a Carlo Magno di ritorno dalla sua incoronazione Milano nell'800 e numerosi Papi che utilizzarono questo passaggio per recarsi al di là dei monti. Ma il passaggio più spettacolare rimane quello di Napoleone. Il 20 maggio del 1800 Napoleone Bonaparte con la sua armata composta da oltre 40.000 uomini, 5.000 cavalli, 50 cannoni, 8 obici oltrepassava il colle del Gran San Bernardo, per affrontare gli Austriaci a Marengo nella valle del Po. Il transito dell'artiglieria presentò molte difficoltà e occorsero otto giorni perché l'intera armata passasse. Ancora oggi Napoleone non rinuncia alla storica discesa.
Lo fa, come sempre, a cavallo, scortato dai suoi fidi, sotto gli occhi di cestanti che più non trepidano ma si rallegrano al suo passaggio.

I cani

L'origine di questa razza è molto oscura. Forse si tratta di incrocio di cani della zona con mastini, terranova, danesi. Comunque questi cani sono apparentati. La loro più antica menzione risale al 1708, ma e' certo che l'ospizio li possedeva prima del 1700. Per lungo tempo, preziosi aiutanti dei religiosi per il loro servizio in montagna, questi cani certamente hanno contribuito molto a dare un'immagine popolare dell'Ospizio e della sua missione nei confronti dei viandanti. Leggendario cane delle nevi, il buon San Bernardo, con le mascelle pendule e dal mite sguardo affettuoso con i suoi occhi grandi e profondi segno inequivocabile di un'immensa dolcezza. Usato prevalentemente a pelo corto, per i salvataggi, il cane oggi all'Ospizio viene ridotto a semplice oggetto di curiosità, rimanendo, comunque, simbolo dell'amicizia e della dedizione.

cani san bernardo
Questa è l'immagine del nostro cane Santo, che quando ti sogguarda trasmette l'impronta salvifica e tu ti senti come il viandante disperso tra i ghiacci che d'un tratto avverte nella muta presenza l'insperato appiglio di vita. Oggi del ruolo dei cani San Bernardo non è rimasto che il ricordo. Di questo però il cane non sembra soffrirne molto; i cani di San Bernardo dell'Ospizio svernano a Martigny (Svizzera) e risalgono al Colle d'estate, per ricordare ai visitatori che continuano a sfilare lungo i recinti dell'allevamento a inseguire romanzesche visioni di soccorso alpino, da leggendario cane delle nevi.

L’Ospizio ai nostri giorni

Dopo l'apertura del tunnel del Gran San Bernardo, in inverno, nessuno si serve più del colle. Le condizioni climatiche e geografiche già dell'autunno sconsigliano a chiunque l'avventurarsi in condizioni così difficili. Nonostante ciò l'Ospizio rimane aperto tutto l'anno, accogliendo coloro i quali salgono fino al colle per ritirarsi nella preghiera e nella contemplazione della sua natura. Diversi sciatori soggiornano una settimana e anche più a lungo, soprattutto durante le vacanze di Natale e Pasqua.
In estate, invece, quando gli alberghi del valico sono aperti, i canonici accolgono solamente gruppi: scuole, colonie, pellegrini, poveri.

ESCURSIONI STORICHE

Tracciati che un tempo costituivano le normali vie di comunicazione tra i versanti delle Alpi e tra una valle e l'altra, ancor oggi presentano chiare testimonianze di epoche trascorse. In primo luogo ricordiamo gli itinerari che seguono l'antica strada romana. Attualmente in zona sono in corso scavi archeologici proprio per comprendere meglio come questi posti fossero importanti e strategici per l'impero di Roma. In epoche più recenti un altro impero lasciò sul Gran San Bernardo visibili segni del suo dominio, l'impero di Napoleone, il quale con la sua grande armata passò il valico nel glorioso periodo dei cani soccorritori.
Ricordiamo poi le vie percorse dai contrabbandieri che fino non molti anni fa eludevano i controlli doganali importando merci dalla Svizzera all'Italia attraverso tanto disagevoli quanto spettacolari passaggi alpini come il Colle di Crête Sèche, il Col Barasson e il Col Menouve.

san bernardo

ESCURSIONI NATURALISTICHE

-Tour del Gran Combin: intorno alla imponente montagna di 4317 metri che si erge tra la Val D'Aosta e il Vallese, si snoda un percorso a tappe tra i più scenografici delle Alpi. Si tratta di un autentico viaggio nelle valli che si trovano ai piedi del grande massiccio, alla scoperta dei pascoli svizzeri e valdostani, di valichi con panorama su immensi ghiacciai, di ambienti naturali ricchi di flora e fauna. Le sei tappe hanno come base comodi rifugi alpini.
-Escursione al Bosco di Lanche (2056m.): percorso fra i larici e gli abeti rossi di un'antica strada militare dalla pendenza dolce con arrivo in località Lanche. Sull'ultimo tratto è possibile imbattersi nei numerosi cervi e caprioli che popolano il bosco.
-Escursione all'Alpe Rovon (1743 m.): ambiente selvaggio ed unico con antiche testimonianze di vita montanara visibili sul percorso.
-Tour dei Laghi: nella vicina Valpelline si trovano tre spettacolari specchi d'acqua racchiusi da alte pareti rocciose. Il lago Lungo, il lago Morto e il lago Mont Ros. Si parte dal piazzale della diga di Place Moulin (la più alta d'Europa)
-Sulle tracce dei dinosauri nel bacino di Emosson (CH)
-Visita al giardino botanico di Bourg-Saint -Pierre, il primo paese che si trova scendendo in Svizzera dal GSB.
Ma le escursioni legate ai famosi salvataggi dei marronier con i loro cani di San Bernardo, rimangono unicamente quelle che, ripercorrendo gran parte del vecchio tracciato romano, conducono da Saint-Rhemy al Colle del Gran San Bernardo e da Bourg-St-Pierre sempre al medesimo Colle. Abbiamo scelto di descrivere in modo dettagliato la prima, quella che si snoda nel versante italiano e forse più bella poiché sempre esposta al sole e più verdeggiante.

CURIOSITA'

... nel corso degli ultimi 100 anni la massima temperatura registrata sul Passo del G.S.B. è stata di 20.2°C, nell'estate del 1947. La minima fu nel 1929 con un gelido -30°C ...

… le fondamenta dell’Ospizio del G.S.B. sono state costruite utilizzando i lastroni di pietra squadrati con cui i romani eressero, nell’anno 18 a.C, l'antico tempio dedicato a Giove e le casermette adiacenti, proprio nel medesimo spiazzo dove oggi si trova l'Ospizio. Alcune pietre si possono vedere ancor oggi riaffiorare dal suolo

… a Saint-Oyen domina un'importante costruzione, la Chateau Verdun ("Casa Ospitaliera") proprietà dei Canonici del Gran San Bernardo, esempio eccezionale di azienda agricola già del Medioevo e d'incontri di studi e riflessioni…

...nell’Ospizio del G.S.B. vige la regola di accogliere a dormire soltanto chi raggiunge il valico a piedi o in bicicletta (anche se talvolta si fa qualche eccezione).

…all'interno dell'Ospizio è visibile l'imponente mausoleo di marmo fatto costruire da Napoleone per ricordare il generale Desaix, suo braccio destro morto nella battaglia di Marengo, le cui spoglie riposano in un luogo tenuto segreto nello stesso Ospizio

- La leggenda del bambino rapito -
Una contadina di Allein, una sera prima di andare a dormire, dimenticò di farsi il segno della croce davanti alla culla del figlio neonato come era solita fare tutte le sere; immediatamente il diavolo ne approfittò e rapì il bambino. In prossimità della cappella di Chez-Morat dedicata a San Bernardo, il piccino si mise a piangere e ad urlare finché il Santo, uscito dalla cappella, costrinse il diavolo a riportarlo dove l'aveva preso. Nonostante la dimenticanza della madre, infatti, una medaglietta benedetta con l'immagine di San Bernardo cucita tra le fasce del bimbo, aiutò quest'ultimo a salvarsi.

La valle del Gran San Bernardo, la Valpelline e il Vallese svizzero offrono ai turisti diverse possibilità di svago ma, fra tutte, ricordiamo in primo luogo, l'escursionismo praticabile su una rete di quasi 400 km di sentieri e, naturalmente, sempre in compagnia dei nostri fedelissimi cani. Le escursioni, tutte abbastanza facili ma sempre molto suggestive, possono avere carattere storico o naturalistico anche se talvolta i due aspetti si fondono insieme.

Gastronomia Locale

La vallata del Gran San Bernardo, essendo stata per la maggior parte della storia un'importante via di transito per mercanti e pellegrini, ha sviluppato in modo particolare la cultura dell'ospitalità, avvalendosi anche di originali e appetitose proposte culinarie rimaste inalterate da secoli.
Lungo la salita per il Colle, già in epoca medievale, era possibile imbattersi in tantissime ospitali taverne ai cui tavoli si mangiavano molte delle specialità ancora oggi di consumo comune. Pietanze e ricette semplici a base di prodotti della terra, amorevolmente coltivati, e di carni e latticini intrisi dell'aria frizzante degli alpeggi. Ricordiamo i più tradizionali.
Soupe à la Valpellinetze (Zuppa alla Valpellinese), fatta di pane raffermo, fontina e cavoli lessati in brodo di manzo.
Carbonade, ragù di cipolle e vino rosso. Profumatissimo.
Jambon de Bosses (Prosciutto di Bosses), salume dal gusto unico fatto con suini alimentati a castagne.
Teteun, piatto a base di mammelle bovine, talmente famoso da dedicargli una festa paesana, annualmente celebrata a Gignod.
Cervo con polenta, piatto diffuso in tutto l'arco alpino ma particolarmente prelibato in queste terre.
Fontina odorosa degli alpeggi
Pere Martin al vino, genuino dessert da non perdere.

a cura di Renato Coronica & Dott.ssa Maria Venuti