danilo giorgio

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cani san bernardo

Carattere e comportamento


La presente trattazione vuole fornire un piccolo contributo per approfondire le conoscenze e le potenzialità psico-attitudinali di questa meravigliosa razza, sia in riferimento ad un prossimo allevamento sempre più "selezionato", sia per rispondere alle cresciute esigenze della società attuale nel suo quotidiano, e sia in riferimento a quanto disposto dagli organi italiani competenti (ENCI - Ministero delle Risorse Agricole) in merito alle norme tecniche del cane di razza, con decreto e approvazione ministeriale del 18 aprile 2000, in sintonia con la FCI, e a cui dovranno uniformarsi tutte le società specializzate. Prendiamo spunto da queste nuove norme tecniche che riguardano il libro genealogico del cane di razza per inoltrarci nel tema in questione. In diversi articoli, sentiti i pareri delle società specializzate, vengono stabiliti i requisiti e gli obiettivi di selezione per l'ammissione alla riproduzione, ma in particolare nell'art. 11 viene specificato che, per essere ammessi alla riproduzione, i soggetti di qualsiasi razza dovranno essere sottoposti ad una valutazione morfologica attitudinale, sulla valutazione del carattere e sulla socializzazione del soggetto. Inoltre bisognerà produrre documentazioni circa l'esclusione da patologie ereditarie, ecc. ecc.
Tutto ciò mi ricorda quanto disse il prof. Peter Brieskorn (D), con molta semplicità affermò "un cane, non è di razza perchè possiede un pedigree, lo è perchè viene controllato e selezionato, aggiungo sotto tre punti di vista fondamentali: la salute, il carattere e la morfologia."
Allevare oggi, nel duemila, significa porre particolari attenzioni su delle componenti che fino a ieri venivano trascurate dalla maggior parte degli allevatori. Si allevava soprattutto per tentativi senza conoscere i meccanismi dell'ereditarietà che oggi, con la loro conoscenza, consentono di praticare un allevamento determinato sia in relazione alla salute, sia al carattere e sia alla morfologia.
Tralascio volutamente di addentrarmi nelle questioni "salute" e "morfologia", oggi riservate agli esperti del settore, affrontando il tema CARATTERE che determina la BELLEZZA PSICHICA di una razza.
L' EQUILIBRIO PSICHICO che è l'espressione della bellezza psichica và considerato come tipicità di razza.
Ancora oggi, purtroppo, nelle esposizioni c'è il rischio di veder valorizzati soggetti solo per le loro qualità estetiche e morfologiche, senza che vengano considerate le eventuali carenze determinate da equilibri psichici alterati. Il carattere del San Bernardo rappresenta senza dubbio per la sua fierezza e per la sua nobiltà la sua più affascinante caratteristica, meritando una trattazione adeguata.
La parola CARATTERE dal greco significa IMPRONTA e, cioè, l'insieme dei tratti della personalità di un individuo, sia esso uomo o cane. Il carattere è la somma di tutte quelle componenti composte dal patrimonio genetico ed ereditario e da quei fattori acquisiti determinati dall'ambiente, dall'allevamento, dall'imprinting, dalla socializzazione, dalla educazione, dall'addestramento che influenzano il comportamento.
L 'analisi delle doti caratteriali di un cane, non è certo un argomento riducibile a quattro parole e meriterebbe un vero e proprio trattato di psicologia canina, ma qui ci limiteremo ad elencarle, sia per definirle che per cercare di uniformarne la comunicazione e il linguaggio.

cucuccioli sanbernardo
Le doti caratteriali sono:
IL TEMPERAMENTO che è la capacità di reagire agli stimoli piacevoli o spiacevoli; più il cane è veloce nella reazione e migliore, o più alto, è il temperamento.
LA TEMPRA è la capacità di tollerare situazioni e stimoli esterni spiacevoli e dimenticarli in tempi brevi. Essa può essere "molle" o "dura". I soggetti con tempra molle sono inutili, i soggetti con tempra dura necessitano di un capace addestratore: la tempra, inoltre, può essere fisica o psichica.
LA COMBATTIVITA' è la dote naturale che comprende la capacità di reagire e rispondere a stimoli esterni spiacevoli con due azioni contemporanee: il lottare e il mordere.
L'AGGRESSIVITA' è una qualità naturale e innata, strettamente legata alla conservazione della specie. E' la reazione che scatta quando il cane ritiene che esista pericolo per se stesso e per il proprio ambiente (spazio ristretto, difesa della prole, nutrizione, ecc.)LA DOCILITA' è la capacità del cane di accettare l'uomo quale suo naturale superiore, senza che esso usi repressione e sottomissione.
LA SOCIABlLITA' è la capacità del cane di socializzare con il genere umano ed è strettamente legata al temperarnento e alla socialità.
LA VIGILANZA è la capacità di avvertire o segnalare con tempestività la presenza di estranei o la vicinanza di pericoli esterni sia per il cane che per l'uomo. La vigilanza è strettamente legata al "territorio" e cioè a quello spazio ideale che il cane considera suo.
LA CURIOSITA' è l'interesse del cane per tutto ciò che lo circonda con particolare riferimento all'utilizzazione dell'olfatto. Essa deriva dall'istinto predatorio.
Qualsiasi cane di razza deve possedere le qualità naturali richieste dallo standard, studiato in funzione all'utilizzo della razza stessa.
I requisiti comuni a tutti i cani sono: l'istintualità (presenza di tutti gli istinti e buon funzionamento degli impulsi), la salute, l'equilibrio psichico, il temperamento e la tempra. Per i soggetti utilizzati anche nella difesa sono necessari, oltre a tutti i requisiti elencati, la combattività e il coraggio.
Nel San Bernardo le qualità o le componenti caratteriali che tipicizzano la razza sono: la docilità, la sociabilità ed il temperamento unite alla curiosità che ne fanno il cane adatto alle più svariate utilizzazioni ma soprattutto un amico riflessivo, equilibrato, forte e coraggioso, sensibile ed espansivo nelle sue dimostrazioni d'affetto, verso i bambini, ma anche difensore e guardiano all'occorrenza. Queste componenti fanno ormai parte dell'indole del San Bernardo e sono inserite nel suo DNA.
E' chiaro che ciascun cane ha un proprio carattere e una propria personalità e che quindi due o più cani della stessa razza possono avere caratteri del tutto dissimili, così come in due cani di razze diverse si possono avere caratteri uguali.
Inoltre, per la sua morfologia, per la costruzione alta sugli arti con torace profondo, e per l'eccellente rapporto statura/volume/peso, il San Bernardo ha un'ottima mobilità e può essere utilizzato in tutte quelle attività di soccorso su valanghe, nella ricerca su macerie e per persone disperse in superficie o in alta montagna.
Per chi desideri addestrare un cane come ausiliario in qualsiasi attività, è fondamentale il processo di socializzazione che va dal periodo neo-natale a circa i 90 giorni d'età. Per il San Bernardo, questo periodo è leggermente più lungo. E' indispensabile che questo breve lasso di tempo sia impiegato nel migliore dei modi per evitare traumi al momento della separazione dalla cucciolata e l'entrata nella nuova casa. Occorre che il nuovo proprietario sappia esattamente com'educare il proprio cane perché le esperienze accumulate in questo periodo sono pressoché indelebili per il cane e perciò più difficilmente cancellabili se negative. Nel cane sono molto sviluppate sia la memoria sia la capacità di collegare idee, impressioni, ricordi; queste particolarità della psiche del cane sono molto utili per l'educazione del cucciolo e per l'addestramento del giovane e dell'adulto. La percezione di uno stimolo avviene per l'utilizzo degli organi del senso: nel cane i sensi sono i mezzi che captano gli stimoli esterni che, una volta trasmessi al cervello, vengono trasformati in sensazioni. Nel cane, la percezione visiva è oggi stimata superiore di dieci volte a quella dell'uomo e quindi, esso riceve dall'ambiente circostante indicazioni visive che non vengono notate dai suoi padroni ma i dettagli, i particolari e i contorni non sono invece così precisi come per l'uomo.

cane di san bernardo
La percezione uditiva del cane è pure superiore a quella umana poiché raggiunge una frequenza che va dai 20 ai 50 mila cicli Hz al secondo. L'udito umano arriva fino a 20 mila cicli Hz al secondo soltanto. Questo spiega perché, in alta montagna con silenzi assoluti, il San Bernardo possa prevedere il formarsi di valanghe e riesca a volte ad avvisare in tempo utile i soccorritori.
Nel cane, l'olfatto è il senso più importante e più utilizzato. Esso si sviluppa già a quindici giorni di vita quando il cucciolo annusa i fratelli e poco dopo annusa il dito dell'uomo. L'organo esterno che ha il compito di raccogliere le informazioni olfattive è il naso, o tartufo, che però non si limita alle narici esterne ma prosegue per tutta la lunghezza del muso, anzi, è proprio all'interno della cavità formata dalle ossa nasali che ha sede la mucosa olfattiva. Nella mucosa olfattiva sono situate le determinazioni nervose capaci di decifrare il mondo dell'odore. Le cellule olfattive del cane sono circa 225 milioni mentre nell'uomo sono circa 15 milioni. Nel San Bernardo, gigante alpino, il tartufo è molto voluminoso con una base di circa 7 cm. ed ha la forma di parallelepipedo. La sua canna nasale è larga e rettilinea e i seni frontali sono ben sviluppati. Ciò presuppone che la mucosa olfattiva sia di grandi dimensioni e consenta a questa razza di potersi esprimere con le massime capacità di utilizzazione nella ricerca delle particelle odorose più lontane.
La ricerca svolta dal San Bernardo viene effettuata per "cono di odore" e non "a traccia", data la particolare convergenza degli assi cranio-facciali, così come avviene nel pointer e naturalmente nel boxer.
Per concludere, l'apprendimento nel San Bernardo, rispetto ad altre razze, è meno veloce, anche per il suo forte carattere, mentre la sua memoria è ottima e questo può avere molta influenza nel cane adulto.
Il gioco è il metodo più idoneo per iniziare l'addestramento. Questo significa che il cane deve provare piacere nell'apprendere e nello stabilire il rapporto cane/padrone.
Il cane San Bernardo, ad ogni modo, si addestra come la maggior parte dei cani; bisogna solo avere la precauzione, quando è cucciolo, durante la prima educazione, nella socializzazione e nell'addestramento, di non reprimere i suoi slanci ed il suo temperamento, al fine di esaltare sempre la sua gioia ed evitare qualunque repressione e coercizione. Concludo con un invito rivolto agli allevatori, ai membri delle società specializzate e a tutti gli appassionati della razza.
- Avvicinatevi al mondo delle prove di lavoro che sono state istituite allo scopo di controllare, nei potenziali riproduttori, l'esistenza delle qualità di lavoro tipico e, quindi, la potenziale capacità di trasmetterle -
Non ultima, la capacità di recepire l'addestramento, garanzia di equilibrio e di quella "salute psichica" che in allevamento si raggiunge attraverso una scrupolosa selezione su base comportamentale.

Dott. DANILO GIORGIO