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Breve corso di addestramento del
Cane San Bernardo


Per il corso basilare di educazione alla condotta suggerriamo, innanzitutto, l’occorrente:

GUINZAGLIO: rigorosamente di pelle non oltre i 120 cm. Perché in pelle?
La pelle usandola diventa morbida e maneggevole, è robusta e da un'impronta di professionalità. I cosiddetti guinzagli per addestramento pieni di anelli e moschettoni vanno acquistati quando si sa che tipo di addestramento si va a fare.COLLARE: qui la scelta diventa già più complicata; "un'occhiata" al vostro San Bernardo sarebbe utile per potermi esprimere correttamente, ma dato che è impossibile farlo, cercherò di dare un chiarimento fra i vari collari disponibili in commercio con la speranza che ognuno di voi identifichi quello più idoneo al proprio San Bernardo.
Evitate di acquistare il collare per sentito dire, anche se questo ha ottenuto dei risultati con qualche altro cane, non si trattava però del vostro San Bernardo.
-pelle: usare collare di pelle (cuoio con fibbia), solo se il cane mostra attenzione verso di noi durante il lavoro di insegnamento, mostrandosi tranquillo, disponibile, giocoso.
Necessariamente da togliere nelle ore che rimane solo per evitare che lasci l'antiestetica impronta attorno al collo.
I collari a seguire sono esclusivamente di correzione, e richiedono esperienza nel loro uso, altrimenti si rischia di danneggiare il rapporto con il nostro San Bernardo creando in lui un netto rifiuto a collaborare.
-catena: collari a catena creati facendo scorrere le maglie dentro uno dei due anelli tondi all'estremità, cosi detti a strangolo. Vanno usati quando nel cane si ravvisa una riluttanza ad imparare, nella disponibilità ad ascoltare, e si rifiuta di collaborare. Questi debbono avere le maglie larghe per la tipologia del pelo a evitare strappi dolorosi di ciuffi di pelo, badando che non pesino
come un giogo per vacche. Sfatiamo il detto: cane grosso uguale collare grosso. Quando lo s'infila nel collo del nostro cane, prestare attenzione che l'anello tondo, dove agganciamo il moschettone del guinzaglio, faccia scorrere le maglie sopra la testa (mai sotto la gola!) e naturalmente
dentro l'altro anello tondo.
-gentile: collare di nailon che sta a metà fra il collare normale e la museruola Dove si ottiene il controllo immediato, senza dare strattoni o strangolare il cane. Nell'uso è richiesta esperienza e conoscenza dell'oggetto per la poca diffusione in Italia, molto usato in Inghilterra e America; lo si trova nei negozi specializzati corredati di istruzioni.
-punte: collari con maglie a punte; già la dicono lunga. Benché siano fuorilegge sono usati con molta leggerezza sia da addestratori e sia da proprietari incoscienti i quali si giustificano dicendo di voler ottenere tutto nel più breve tempo possibile perché non hanno tempo da perdere. Oppure dove la pazienza non esiste, e la disperazione ha preso il sopravvento. Questo collare
si usa esclusivamente per correggere il rifiuto ad eseguire un comando.
Può essere d'aiuto a coloro che sono deboli di carattere, mancano di polso verso il proprio cane San Bernardo che ha tendenza nella dominanza. Non si usa mai per insegnare!
Non mi soffermo sui vari collari elettronici perché li ritengo, sì di ottimo aiuto, ma di nessun'importanza per voi lettori, ritengo che per l'amore che vi unisce al vostro cane ma soprattutto per il ruolo importante che lui ricopre, siate in grado di comunicargli ciò che volete che lui faccia usando quella qualità che si chiama pazienza. Il collare per il cane ha la stessa funzione delle briglie per il cavallo; avete mai visto un fantino guidare un cavallo tenendolo con una pettorina?
Riuscirebbe alquanto difficoltoso.
Domanda: avete mai visto nascere cuccioli di cane con già il collare e guinzaglio indossati? Questioni su cui farvi meditare ...

VOCE: nell'addestramento è di fondamentale
importanza il tono di voce non ciò che state dicendo. Il vostro San Bernardo non interpreta il significato delle vostre parole se ad esse non segue un'azione. Solo cosi imparerà cosa significa quella parola o comando o più precisamente suono. Si! Per lui tutto ciò che esce dalla nostra bocca sono semplicemente dei suoni.
Suono dolce, allegro, gioioso = tutto va bene.
Suono perentorio, fermo = stava per sbagliare.
Suono teso, eccitato = ha decisamente sbagliato.
Siete pregati di non urlare visto e considerato che l'udito del vostro animale percepisce suoni distanti quattro volte.
Cominciate ora a lavorare con il vostro San Bernardo, partendo da una corretta condotta al guinzaglio.
Innanzitutto, non fatevi trascinare.

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Provate a fermarvi ogni qualvolta lui mette in tensione il guinzaglio, rimanendo immobili e zitti e, appena si allenta, ripartite.
Non abbiate fretta di arrivare, ma di ottenere. Fatelo ragionare.
Collare in tensione = fermata.
Collare lento = camminare
E così via, fino al raggiungimento del sospirato risultato di una tranquilla passeggiata, senza essere fastidiosamente trascinati. Ci dovremo dedicare a questi semplici esercizi circa 10
minuti ogni volta per 3 - 4 volte al giorno.
Proseguiamo successivamente con l'insegnamento di alcuni dei comandi base (recepiti dal cane come suoni) per comunicare, a lui, le nostre intenzioni quando lo assicuriamo al nostro guinzaglio.
Una cosa molto importante da non dimenticare è che il cane al guinzaglio non può, e non deve, agire di sua iniziativa. Diversamente non ha alcun senso tenercelo ?! Lasciatelo libero di
muoversi come lui vuole.
Prima di agganciare il cane al nostro guinzaglio dobbiamo già sapere cosa dire a lui, come dirglielo, quando e perché dirlo. Solo cosi si renderà conto di chi comanda.
Prima di iniziare un discorso teorico/pratico è d'obbligo una premessa che servirà a tutti voi per una logica di lavoro: il cane non interpreta il significato delle parole, altrimenti la professione
di addestratore non avrebbe ragione di esistere. Quando si vuole insegnare un esercizio al nostro San Bernardo cerchiamo di parlare poco ma di lavorare molto, solo così saremo in grado di farci intendere da lui.
Suono (comando) + azione.
I suoni (comandi) debbono avere un significato e una logica per noi spontanea, di uso immediato come:
ANDIAMO = si cammina.
PIANO = se mentre camminate lui tira il guinzaglio, pronunciate tale ordine rallentandolo ma senza fermarvi.
FERMO = rimanendo immobili sul posto, badando di non avere mai il guinzaglio in tensione.
NO! = Comando di negazione che si usa per correggere un comportamento indesiderato.
Bisogna evitare nel modo più assoluto di spiegargli il perché, sarà sufficiente impedirgli di fare ciò che sta erroneamente facendo e da solo ne comprenderà il motivo.
Mentre camminate non pretendete dal vostro San Bernardo una posizione precisa, l'importante è che non metta mai il guinzaglio in tensione accompagnandovi ora davanti, ora dietro o di fianco,
poco importa. Lo stesso con il comando (suono) " fermo" lasciate che assuma la posizione che più gli va a genio, basta che rimaniate fermi con il guinzaglio non in tensione.
L’età giusta per cominciare questo tipo di addestramento, cioè quando esiste una manipolazione pratica da parte dell'uomo, è dopo il completamento della dentizione definitiva (almeno dopo i 6 mesi). Prima, all'età di 30 giorni possiamo insegnargli a portare il collarino di lana, in seguito,
a 60 giorni, quello di pelle con attaccato uno pseudo guinzaglio (spago), badando di tenerlo nella mano ad intervalli e senza alcuna pretesa di essere accompagnati; per quel momento il cane dovrà solo capire che lo spago è come il vostro telecomando.
Dopo i citati esercizi, potrete passare dunque ad una fase di addestramento più pretenzioso verso il nostro fedele amico. Da questo momento egli sentirà ed avvertirà la nostra dominanza
assoluta, senza vie di fuga (sia fisica sia psichica).
Molto importante, ancora una volta, è la nostra comunicazione di ciò che andremo a pretendere: esercizio del "PIEDE", "SEDUTO", "RESTA".

Primo esercizio: il "PIEDE"

Per il vostro San Bernardo il suono "PIEDE" deve significare di stare a s s o l u t a m e n t e appiccicato alla vostra coscia esterna sinistra mentre state camminando. Per poter agire
comunicando in modo che lui capisca, teniamo il guinzaglio nella mano destra e la mano sinistra sotto il mento movendola in modo ritmico su e giù dal basso verso l'alto. In questo modo lo obbligheremo a tenere lo sguardo rivolto verso il cielo e nello stesso tempo avremo la sicurezza di averlo appiccicato alla nostra coscia sinistra. Al suono (comando) "PIEDE" si cammina con il guinzaglio nella mano destra tenendo sempre la mano sinistra in azione sotto il mento. Tutto quello che succede in conseguenza a ciò non deve mai impedirvi di fermare il passo, correggendo ogni suo evitare o rifiuto. Molto importante è non fermarsi mai una volta che si è partiti solo così il comando "PIEDE" acquista il giusto significato. Mantenere il guinzaglio morbido e agire sul collare con la mano destra ogni volta che il cane tenta di liberarsi della mano sinistra.


Il massimo del risultato si ottiene quando le mani diventano indipendenti l'una dall'altra e si raggiunge un certo sincronismo nei movimenti. La mano destra lavora in orizzontale con il guinzaglio, la mano sinistra in verticale sotto il mento.
Risultato: il cane sempre al nostro fianco mentre camminiamo.

Secondo esercizio: il "SEDUTO"

Il suono "SEDUTO" deve significare per il vostro San Bernardo il fermarsi e contemporaneamente appoggiare il posteriore a terra. L'esecuzione deve avvenire dopo che ci siamo fermati di
camminare senza comunque mai abbandonare il San Bernardo dalle nostre mani (partendo dalla posizione sopra descritta di "PIEDE"). Una volta fermati, la mano destra agisce sul guinzaglio in
modo obliquo verso la parte destra alta del vostro petto, e la mano sinistra alza il mento del cane
verso l'alto come se tirassimo il freno a mano dell'automobile. A cane "SEDUTO" la mano destra
ritorna in posizione di "PIEDE" (orizzontale) e la mano sinistra continua il moto ritmico del su e giù. Se il cane non abbassa il sedere alzando il mento, allora la mano sinistra esercita una leggera pressione sul posteriore fino ad appoggiarlo a terra. Allentare il guinzaglio a posizione eseguita. ATTENZIONE A RISPETTARE LE SEQUENZE: Prima il comando "PIEDE", poi si parte ……. Prima ci si ferma, poi il comando "SEDUTO".
Anche in quest'esercizio il sincronismo è fondamentale tra suono e movimento, la fermata deve essere improvvisa: mai rallentare e poi fermarsi.

Terzo esercizio: il "RESTA"

Una volta seduto il cane, la mano sinistra prende il guinzaglio e, tenendolo perpendicolare sulla sua testa, dovremo camminare in circolo attorno a lui senza mai fermarci. Quando ci vogliamo fermare ci riportiamo al suo fianco destro che corrisponde al nostro fianco sinistro., ripetendo il comando "SEDUTO". Se il cane si dovesse muovere lo riprendiamo ripetendo il comando
"RESTA", anche se dobbiamo metterlo nella posizione di "SEDUTO". Il cane va corretto sempre
con l'ultimo suono che gli viene dato benché gli si faccia fare un altro esercizio.
Solo così capirà il comando che ha sbagliato. Quando ruotando intorno a lui rimane fermo immobile, allora ci allontaniamo di due o tre metri in linea retta davanti a lui, poi torniamo al suo fianco destro passandogli da dietro la schiena dalla parte sinistra. Allontanarsi sempre con piccole
distanze, per poi aumentarle gradatamente: davanti possiamo allontanarci anche di 100 metri ma al ritorno dobbiamo ruotare dietro alla sua schiena il più vicino possibile, altrimenti non vedendoci si alza per cercarci e si muove.
Al comando (suono) "RESTA", il cane deve rimanere da solo e fermo in posizione seduta, mentre il padrone si muove. Siamo cosi giunti all'ultima fase di addestramento dove andremo a pretendere, sempre in modo giocoso e simpatico, gli ultimi due esercizi: "TERRA" e "VIENI" che
completeranno la nostra dominanza su di lui.

Quarto esercizio: il " TERRA "

Il TERRA è una posizione naturale per il cane, ed è considerato dagli addestratori inglesi il cuore dell'addestramento. Quest'ordine istilla nel cane la sottomissione assoluta, permettendoci di dominarlo da vicino e da lontano. Messo l'allievo nella posizione di seduto ci porremo davanti a lui, gli prenderemo le due zampe anteriori e, ripetendogli l'ordine terra lo tireremo in avanti sino alla posizione regolare. Quando avrà il ventre a terra gli metteremo la mano destra sul capo, e
accarezzeremo la schiena con la sinistra ripetendogli il comando terra. Non appena egli avrà compreso l'esercizio la parola, il suono, il comando, va pronunciato una sola volta, affinché il cane lo esegua al primo comando; nello stesso tempo noi da accoccolati al suo fianco, ci alzeremo sulle ginocchia, pur continuando a tenere la mano sul cranio del cane. Successivamente ci limiteremo a tenervi la punta dell'indice rizzandoci in piedi.
Nell'esecuzione non si pretenda che le cosce siano correttamente diritte rispetto il tronco, tutti i cani tendono ad appoggiarsi su di una coscia per la naturalezza della posizione.

Quinto esercizio: il "VIENI"

Un cane senza richiamo è un cane senza valore. Altrettanto dicasi per quel cane che lasciato in un luogo non vi resti immobile, sino al ritorno del padrone.
Messo il cane in posizione SEDUTO, ci porremo di fronte a lui poi indietreggeremo lentamente d'un breve passo, tenendo la nostra mano sinistra vicino al suo muso per non indurlo a seguirci, mentre manterremo nell'altra il guinzaglio. Sempre rivolti di fronte a lui, fermi immobili sia noi che il cane, conteremo fino a venti dopodiché daremo il comando "VIENI" indietreggiando subito rapidamente e provocando il cane a seguirci con una leggera trazione di guinzaglio.
Appena ci avrà raggiunto lo faremo sedere di fronte, al centro delle gambe, con il comando seduto, in pratica com'eravamo partiti; riprenderemo quindi la condotta al guinzaglio con il comando piede. L'esercizio va ripetuto allungando, di volta in volta, la distanza dal cane e il tempo del richiamo. Esigere che soprattutto venga da noi, di buona lena, al trotto, meglio se al galoppo.
Siamo così giunti al termine di quello che potremo chiamare "addestramento all'educazione e al rispetto del padrone". pratica indispensabile per avere un minimo di controllo sul nostro amico San Bernardo,
Nell'augurarvi ancora un buon lavoro vorrei ricordare a tutti gli aspiranti addestratori, alcune regole d'oro per un ottimo lavoro con il vostro cane.
- Ogni lezione si concluda sempre con un esercizio che il cane conosce bene ed esegue facilmente.
- Al termine della lezione quotidiana, dovremo rendere il nostro cane vivace, allegro, soddisfatto, magari con qualche bocconcino (ogni volta cambiarlo) e lodi, soltanto cosi ci potremo assicurare
per la lezione successiva un allievo pieno di buona volontà.
- Non v'è mai bisogno di picchiare un cane per essere capiti, come non v'è mai bisogno di picchiare una mucca per avere più latte.
Nel congedarmi da voi tutti lettori, vorrei farlo con una riflessione di Fernand Mery, "Avere un cane"
Avere: verbo attivo che significa "ciò che si possiede" e si oppone all'altro, d'ordine passivo, "ciò che si deve". Avere … dovere … Avere dei figli, avere degli animali…Un parallelo? E
perché no? Abbiamo sacri doveri verso l'infanzia, eppure molti sono i bambini che vengono al mondo anche se non voluti o desiderati. Chi mai ci costringe, invece, ad avere un cane?
Avere un cane: unirlo alla nostra esistenza senza chiedere il suo parere; prendersi, su di un essere indifeso, sensibile, fiducioso, devoto, tutti i diritti, è una cosa che implica anche alcuni DOVERI.
Avere un cane non significa solo essere legalmente il padrone di un Terrier o di un Pastore, di un Bassotto o di un San Bernardo.
Avere un cane significa in ogni istante, con qualunque tempo, in qualunque luogo, esigere che esso sia il vostro cane, cioè che difenda voi e protegga voi, cacci per voi, sia vostro ausiliario
e vostra guida, e che vi offra o subisca, secondo i vostri capricci, quella tenerezza che voi deciderete di consentirgli.
Avere un cane significa, in cambio di tutto ciò, assicurare ad un simile schiavo d'eccezione, ricovero e cibo. Significa impegnarsi a difenderlo contro le disgrazie, le malattie, gli elementi, gli uomini e contro se stesso, cercare di comprenderlo, scoprirlo, volergli bene.
A tutti coloro che avranno il tenero desiderio di avere un cane, aggiungano il debito
proponimento di farlo felice.
(Testo curato da addestratori professionisti, tratto dagli articoli pubblicati su AISB Informa nn. 4 - 5 - 6)